venerdì 6 giugno 2008

Estremismi

NOMADI: DA LEGA E DESTRA SOLO ESTREMISMO E MALAFEDE

Con Sinti non ci sono problemi di tensioni o criminalità, sono cittadini veneziani
di Felice Casson *)

E' una strumentalizzazione indecorosa. Vengono falsamente e in malafede richiamati problemi di sicurezza, che nel caso in questione non esistono. C'è un tentativo di far finire la vicenda-sinti nel gran calderone delle polemiche nazionali sulla immigrazione clandestina.

Questo non è assolutamente un problema di criminalità. Chi lo afferma dimostra di non essere a conoscenza dei dati e della situazione di fatto. Dalle stesse questura e prefettura vengono smentiti tensioni e problemi di criminalità legati alla comunità dei sinti veneziani.

Si tratta invece di una iniziativa consueta per la amministrazione comunale di Venezia, che da sempre investe parte, anche consistente, delle proprie risorse nel sociale e nella solidarietà, non dimenticando mai le esigenze di tutti i propri cittadini. Le persone interessate dal tanto contestato intervento del Comune di Venezia sono da molto tempo cittadini veneziani e non si comprende per quale motivo il Comune non se ne dovrebbe interessare.

Bisogna cercare di ragionare e di non far parlare gli istinti più bassi. Le frange più estremiste del leghismo e della destra vanno isolate e ne va denunciato l'atteggiamento vergognoso e culturalmente violento.

*) Senatore, capogruppo Pd commissione Giustizia

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FEDERICO: “IN CECENIA SI CANCELLA LA STORIA"

IN CECENIA SI CANCELLA LA STORIA SMANTELLANDO I MONUMENTI, MILANO RISPONDA CON L'ALBERO PER ANNA

L'Associazione E.Tortora – Radicali Milano sostiene convintamente l'iniziativa di “Annaviva” di sollecitare la posa dell'albero per Anna Politkovskaja nel Giardino dei Giusti di Milano.

Per Valerio Federico, segretario di Radicali Milano:”Lo slogan RUSSIA DEMOCRATICA, CECENIA LIBERA è un riferimento per l'iniziativa radicale da molti anni.

L'involuzione democratica della Russia di Putin prosegue su due binari, quello dell'autoritarismo istituzionale che ha spazzato via ogni forma di libertà mediatica fino ad utilizzare l'omicidio di stato di giornalisti liberi e l'azione militare o para-militare che ha portato 200 mila morti in Cecenia e che continua in questi giorni con le truppe mandate in Abkhazia per, ufficialmente, “costruire linee ferroviarie per motivi umanitari”.

Prosegue Federico: "Anna Politkovskaja e Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale, hanno raccontato i metodi utilizzati dall'autoritarismo russo, non solo in Cecenia, e hanno pagato con la vita”. E conclude “Recentemente a Grozny, gli uomini di Putin hanno smantellato il monumento commemorativo delle deportazioni staliniane dei ceceni del 44' dando seguito a un vero e proprio negazionismo storico. E' dunque urgente rispondere in modo uguale e contrario, cresca dunque a Milano un'albero per Anna”.