martedì 21 dicembre 2010

IN BREVE

a cura di rassegna.it 

Governo
Berlusconi: riunificare i moderati
L'obiettivo dichiarato è sempre lo stesso: "Riunificare i veri moderati in un unico grande movimento politico, ovviamente senza quei pasdaran che si schierano con Di Pietro e usano i toni, le calunnie e le false argomentazioni del Fatto quotidiano e di Repubblica". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispolvera i discorsi fatti qualche anno fa in occasione della nascita del Pdl, la casa che doveva riunire tutti i moderati. E lo fa, come è ormai prassi, in un messaggio inviato al network Forzasilvio.it.



Centrosinistra
Bersani apre al Terzo Polo 
Pier Luigi Bersani prova a costruire una "piattaforma democratica" in vista delle elezioni e la offre a 'chi ci sta', rottamando le primarie, o meglio, rimandandole a dopo la formazione di una coalizione. Le reazioni nelle opposizioni non si sono fatte attendere e hanno creato una accesa discussione dalla quale dovrà necessariamente uscire un'alternativa all'attuale maggioranza. Che passerà certamente attraverso il direttivo Pd previsto per il 23 dicembre.



Scontri Roma
Maroni: nessun infiltrato 
"Sono destituite di ogni fondamento le illazioni diffuse sulla presenza tra i manifestanti di provocatori inviati o infiltrati dalle forze di polizia. Sono infondate e offensive nei confronti di tutti gli operatori delle forze dell’ordine". Lo dice il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso dell’informativa al Senato sugli incidenti avvenuti a Roma il 14 dicembre.



Migranti

Consulta boccia una norma
del pacchetto sicurezza 
Lo straniero che, nonostante abbia ricevuto un ordine di espulsione, non lascia l'Italia perché si trova in "estremo stato di indigenza" o comunque per "giustificato motivo", non può essere punito. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che in una sentenza depositata ha bocciato parzialmente una delle norme del pacchetto sicurezza dello scorso anno sul reato di clandestinità "nella parte in cui non dispone che l'inottemperanza all'ordine di allontanamento sia punita nel solo caso che abbia luogo senza giustificato motivo".



Incidenti lavoro
Operaio muore in Umbria
Un operaio è morto questa mattina in un cantiere della nuova tratta stradale Umbria-Marche tra Foligno e Colfiorito. L’incidente è avvenuto poco dopo le 8 all’interno di una galleria. Le squadre di soccorso dei vigili del fuoco del distaccamento di Foligno sono ancora sul posto e non si conoscono ulteriori dettagli. Ne dà notizia il sito Umbria24.it.



Industria
Fermi ordinativi e fatturato
Ad ottobre gli ordinativi dell'industria hanno registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente; mentre sull'anno c'è stato un aumento del 12,4% (dato grezzo). Lo rileva l'istat. A spingere, rispetto al mese di settembre, è stato in particolare l'export: gli ordinativi nazionali hanno registrato una diminuzione dell'1,2% e quelli esteri una crescita del 2,3%. In calo anche il fatturato degli autoveicoli che è calato del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre gli ordini sono scesi del 19%sto    

TRE LETTERE SUL CASO RAZZI

Dimissioni!

Antonio Razzi, smentendo tutte le dichiarazioni di fedeltà rilasciate sino a qualche settimana prima, ha votato la fiducia al governo Berlusconi. Anzi il suo voto, insieme a quello di un manipolo di voltagabbana, è stato decisivo per salvare il governo. È una vergogna che indigna la comunità italiana in Svizzera!

    Il tradimento compiuto da Antonio Razzi dileggia non solo le elettrici e gli elettori dell'Italia dei Valori, ma la più vasta comunità degli italiani all'estero che si riconoscono nello schieramento di centrosinistra e quanti credono in una una politica seria basata su coerenza e trasparenza dei comportamenti.

    È necessario a questo punto un atto di pulizia. Da parte della magistatura innanzitutto, affinché vengano indagate tutte le circostanze in cui è maturato questo improvviso voltafaccia e affinché si faccia piena luce anche su ipotesi di illeciti nella gestione di fondi regionali dell'Abruzzo di cui la stampa ha dato notizia.

    Ma c'è bisogno urgente di chiarezza anche sul piano politico. Nel caso di Razzi non si può credibilmente invocare l'argomento della libertà di mandato prevista per i parlamentari, tanto più perché egli non ha fornito - né è in grado di fornire - ogni minima argomentazione ideale e politica alla base del suo improvviso ripensamento.  Non può certamente pensare di cavarsela con il patetico comunicato in cui ha descritto i suoi conflitti personali con il presidente del suo ex-partito: proprio con quel presidente che, con colpevole leggerezza, per due volte lo aveva candidato.

    Come italiani all'estero non possiamo sentirci rappresentati in parlamento, in alcun gruppo politico, da un voltagabbana incompetente. Antonio Razzi non può tornare in Svizzera, tra le collettività che gli hanno espresso la fiducia, senza aver compiuto  l'unico atto chiarificatore che può fare: le dimissioni!  Oggi più che mai è necessario chiedergli a viva voce e senza ambiguità di lasciare subito lo scranno parlamentare!

Sinistra Ecologia Libertà - Svizzera

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Per completezza d'informazione informiamo che l'on. Razzi ci ha scritto per segnalarci una lunga intervista con Salvatore Viglia apparsa sul sito: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=31722. In essa si legge:

D. - Ma dal nulla non è sorta però questa leggenda.

RAZZI - (...) all’epoca dei fatti con più comunicati stampa ho smontato la fasulla notizia del mutuo. Ho sempre smentito a 360 gradi. Mai nessuno propose allora come nessuno ha proposto ora, una cosa di questo tipo. L’ho sconfessato decisamente e subito ma i giornalisti vi hanno fatto la scarpetta ed il partito l’ha usata per farsi propaganda. Per quanti insistono su questa falsa riga, anche a mezzo stampa, ho già dato ai miei legali mandato per i risvolti penali che queste affermazioni significano.

D.: Qual è stata la molla che le ha fatto scattare la decisione, la fatidica goccia che ha fatto poi traboccare il vaso?

RAZZI - La mia nomina a responsabile dell’Italia dei Valori nel mondo per gli italiani all’estero. Mi sentivo per un verso inorgoglito, dall’altro non riuscivo a spiegarmi le modalità e la tempistica con la quale mi arrivava la nomina. Mi si avvicina Di Pietro nel ristorante della camera e me lo dice. Punto. Da allora ho dato una sferzata alla mia politica, mi sono attrezzato per poter affrontare questa fase decisamente incisiva ed importante dando davvero una svolta a tutta la mia attività. Tutti i miei comunicati stampa, documenti politici ecc. portavano un sottotitolo “Piano di rilancio dell’Italia dei Valori nel mondo”. Ma notavo che più la mia azione diveniva incalzante più produceva insofferenza in quanto mostravo di aver elevato decisamente il livello dell’azione politica che mi riguardava e questo fatto invece che far piacere indispettiva. Si immagini che consegnai in quel periodo una bozza di progetto di legge a mio parere molto innovativo, difficile ma sarà l’orientamento futuro all’on. Donadi per averne un parere, ancora sto aspettando. Menefreghismo assoluto. In realtà, se non avessi avuto quella nomina, se non mi fossi dato da fare politicamente per meritarmela, non sarei riuscito a capire che ai miei danni ed alle mie spalle si tramava vigliaccamente il fatidico calcio al fondoschiena. Non che mi interessasse la ricandidatura perché se vogliamo essere chiari e cinici, in questa fase invece il vitalizio l’avevo maturato per aver concluso i cinque anni di legislatura. Quindi le anticipo ancora una risposta qualora volesse essere caustico. Faccio questa precisazione perché è la prova del nove che essere ricandidati per me non era vitale, potevo farne a meno come posso oggi farne a meno. No, era il subdolo atteggiamento ed il sotterfugio di Di Pietro che non digerivo. In fondo, come uomo, non accetto da lui lezioni, sono anche più grande in età. La misura era oramai colma.

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Sempre per completezza d'informazione informiamo altresì che Massimo Pillera, ex portavoce dell'on. Razzi, ha dichiarato:

"Il motivo della scelta di Razzi? L'ha spiegato lui stesso il 25 novembre durante una cena a Zurigo: Angelino Alfano gli ha garantito la rielezione e Franco Frattini gli ha permesso di segnalare un nome come prossimo Console onorario di Lucerna. Mentre Antonio Di Pietro gli aveva già dato il benservito a causa di un processo pendente". Pillera inoltre intervistato Maria Luisa Bevacqua, cassiera della Federazione Emigrati abruzzesi in Svizzera, di cui Razzi è stato presidente. Secondo la donna Razzi avrebbe utilizzato per scopi personali i fondi stanziati dalla Regione Abruzzo per l'alluvione che ha colpito la città svizzera nel 2005 (ascolta l'audio). Alessandro Ferrucci e Peter Gomez riferiscono su Il Fatto che l'associazione abruzzese avrebbe promosso contro l'on. Razzi un procedimento penale tuttora in corso (www.ilfattoquotidiano.it).     

Wikileakse il panico del Sistema

La Catena di San Libero *)

La vera notizia è la reazione alle "rivelazioni"

di Riccardo Orioles
www.ucuntu.org

Non è che poi Wikileaks abbia fatto 'ste gran rivelazioni. Le cose che sono uscite più o meno si sapevano già prima: certo, a vederle tutte insieme il panorama è molto più desolante che a leggerle una per una: politici bestie, bombardamenti casuali, governi semimafiosi, guerre fatte per soldi e compìti diplomatici che ruttano fragorosamente ai pranzi ufficiali. E allora? Perché s'incazzano tanto?

    Perché il senso di panico, a sentirsi sbattere le cose in faccia senza poterci far niente, ha fatto letteralmente impazzire tutti quanti. “L'ha detto la televisione”, diceva una volta la gente, e quella la puoi controllare. Ma ora: “L'ha detto internet!”. E qua, con tutto il potere, non ci puoi far niente.

    La vera notizia allora è questa: il panico da ancient régime che ha travolto selvaggiamente tutti, dal non-occidentale Putin all'occidentalissima Clinton.

    “Arrestatelo!”, “Minaccia il mondo!”, “Pena di morte!”, “Fatelo fuori alla svelta!”. Non sono i talebani a gridarlo o i mandarini cinesi, ma proprio i nostri civilissimi e acculturati parlamentari e ministri. La Svizzera, a un certo punto, ha addirittura sospeso i conti del povero Asange: non l'aveva fatto con Hitler, non lo fa coi mafiosi - lo fa con Wikileaks, cioè con internet, che evidentemente gli fa molta più paura.

    Con il che, è detto tutto: se i banchieri svizzeri, cioè il cuore del cuore del - chiamiamolo così - Sistema hanno rinnegato se stessi, figuriamoci gli altri.

    Il diritto di cronaca ufficialmente non esiste più e il giornalismo è fuorilegge. Non solo in Iran o in Cina ma proprio qui da noi, in America e Europa. E la libertà? E il liberismo? E chi se ne fotte.

    Zoom sulla Sicilia, a Catania e Palermo, dove era già così da trent'anni (le inchieste su Ciancio indicano solo la cattiva coscienza in tempi complicati del Palazzo, non certo una qualunque voglia di cambiare): c'è democrazia in Sicilia? si può fare cronaca? si può parlare liberamente?

    Va bene, non si può, rispondevamo fino a poco tempo fa: ma a Milano, ma a Roma, ma a Washington... Ecco: la novità è che si vanno catanesizzando Roma Milano e Washington, vanno abolendo l'informazione.

    O almeno, questa sarebbe l'intenzione. Ma in realtà la gente è molto meno malleabile di prima, non perché più colta o più civile (anzi) ma perché ha a disposizione tecnologie che prima non aveva. Puoi impiccare Asange, ma internet chi lo impicca?

    Tanti piccoli Assange (ma no, non personalizziamo: nell'internet non si usa) spunteranno, e in effetti già spuntano, dappertutto. E' la stessa tecnologia che li produce: dopo Gutenberg era solo questione di tempo perché venissero fuori tanti Luteri.

    Va bene, lavoriamo per questo. Tranquillamente perché tanto il trend è questo e non c'è nessuna ragione di eccitarsi. Stampa batte amanuense, borghese batte vescono, Rete batte Sistema: prima o poi.

    Pensare globalmente, agire localmente: è tornata ad uscire la Periferica e questa, nel nostro piccolo, è una delle tipiche buone notizie. Sta funzionando male la connessione Sicilia-Bologna e la Catania-Ragusa: questi, nel nostro piccolo, sono i nostri guai. E lavoriamo da gnomi, da formichine, senza una lira ma cantando allegramente come i Sette Nani, perché sappiamo benissimo che sono guai risolvibili mentre le buone notizie sono semi di alberi grandi, il cui frusciare, se tendete le orecchie, lo sentite già.

*) La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com.

    La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore è un giornalista professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i successivi aggiornamenti.

    Chi desiderasse (ma non è obbligatorio: la "Catena" arriva gratis) contribuire alle spese può: -- fare bonifico su: Riccardo Orioles, conto BancoPosta 16348914 (iban: IT56 S076 0116 5000 0001 6348 914); -- effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392  

Chiesa del silenzio?

«Moralmente parlando, siamo al governo Berlusconi-Scilipoti. Politicamente, siamo al governo dei tre B: Berlusconi, Bossi e Bagnasco. Sua Eminenza, infatti, qualche istante dopo il voto-mercimonio con cui a Montecitorio Berlusconi aveva evitato la sfiducia, già avvertiva l’impellente stimolo di incensarlo così: “Ripetutamente gli italiani si sono espressi con un desiderio di governabilità. Questa volontà, questo desiderio espresso in modo chiaro e democratico, deve essere da tutti rispettato e da tutti perseguito con buona volontà ed onestà”. Il più lurido mercato delle vacche cui sia stato dato assistere nel Parlamento italiano viene così santificato dal presidente della Conferenza episcopale, che parla evidentemente a nome di tutti i vescovi italiani. . . Non è possibile credere che tutta la Chiesa italiana condivida tanto oltranzismo filo-berlusconiano. Certo, ci sono i “preti in prima linea”, che hanno il coraggio di condannare il “pranzo dell’ignominia con Berlusconi” e lo “scandalo della gerarchia cattolica che si è inginocchiata alla mensa della corruzione,ha offerto corruttele e in cambio ha ricevuto soldi di peccato, leggi arraffa” per concludere con un “Bagnasco, Bertone, Ruini. Liberaci, o Signore!” (don Paolo Farinella). Ma anche nella Chiesa gerarchica, tra i vescovi, possibile che i tanti che in privato sussurrano gli stessi giudizi, abbiano deciso di ridursi a una volontaria “Chiesa del silenzio”?»

Paolo Flores d'Arcais


Ricompattamento interno
«Lo stesso Ruini, ad un Forum del suo Progetto Culturale sull´unità d'Italia, invece di occuparsi alla sua veneranda età delle anime, anche della sua, o della crisi della fede e della situazione infelice in cui versa la sua Chiesa, impiegava il suo zelo per dare pareri sul sistema maggioritario, sul rafforzamento dell'esecutivo sul federalismo solidale, soprattutto controllato da un governo forte. . . Ce n'è abbastanza per giustificare l´impressione di un ricompattamento interno della cupola gerarchica sugli interessi concordatari, onde garantirsi una sicurezza dall´Italia, più che mai identificata nel destino di fare da piedistallo della Santa Sede. . . La storia è là a dimostrare che una Chiesa che si conduce da partito perde la propria anima».

Giancarlo Zizola       

POLITICA E SOCIETÀ
a cura di rassegna.it

Gli studenti rispondono a Saviano

Le organizzazioni studentesche divise sulla lettera dello scrittore. Unione degli universitari: "Grazie Roberto, il tuo appello è nostro, andiamo avanti a volto scoperto". I collettivi sono critici: "E' lontano dalla realtà, non indaga le cause profonde del movimento".

Gli studenti rispondono a Saviano. Ieri l'autore di Gomorra aveva scritto una lettera, pubblicata su Repubblica, rivolgendosi al movimento studentesco. Invitava i ragazzi a "manifestare a volto scoperto", condannando duramente gli scontri del 14 dicembre: "Chi ha lanciato un sasso alla manifestazione di Roma - si legge nel testo - lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un Bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee". Ogni gesto violento è "un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi", ha scritto Saviano, invitando i manifestanti pacifici a isolare gli "imbecilli".

    E oggi (venerdì 17 dicembre), mentre Maroni interviene in Senato, gli studenti tornano a parlare. Lo fanno con varie voci e diversi toni, in risposta alla riflessione dello scrittore. Ci sono organizzazioni che apprezzano l'intervento, condividono la lettera e si impegnano ad agire di conseguenza, mentre altre - che si rifanno ai collettivi studenteschi - bocciano l'articolo e sottolineano la lontananza di Saviano dal movimento studentesco.

    "Grazie Roberto, il tuo appello è anche il nostro. Andiamo avanti a viso scoperto, con le nostre idee e le nostre lotte". Questa in sintesi l'opinione dell'Unione degli Universitari e Rete degli Studenti, che rispondono con un'altra lettera pubblicata sul loro sito. "Gli scontri di martedì fanno male al movimento studentesco, hai ragione - scrivono -. Fanno male a tutto il paese, perché offuscano una mobilitazione straordinariamente condivisa nelle sue ragioni e nelle sue pratiche dalla società civile, dall'opinione pubblica".

    Proprio per questo, aggiungono le organizzazioni, "crediamo che il tuo intervento rappresenti lucidamente le paure e le speranze di chi vede questo movimento come un elemento sano della nostra società e vuole difenderlo da una degenerazione violenta". Gli scontri di Roma non possono offuscare il valore della mobilitazione, a loro avviso, una protesta contro il ddl Gelmini che continuerà "per sconfiggere chi crede di azzittire un'intera generazione con metodi antichi, che puzzano di naftalina e ricordano le peggiori stagioni di questa Repubblica".

    E' di segno completamente opposto la reazione dei collettivi universitari, che si affidano al network Ateneiinrivolta per rispondere allo scrittore. Lo fanno con toni duri e molto critici, rivolgendosi direttamente a Saviano: "Se non capisci che gli attori delle dinamiche che hanno avuto luogo vanno ben al di là di sparuti gruppetti di teppisti, di professionisti della guerriglia urbana, vuol dire che la tua percezione della realtà è assolutamente fallace". L'autore non ha compreso dunque le ragioni della manifestazione che è degenerata in scontri, sostengono, ragioni che sono "completamente diverse" da quelle da lui teorizzate.

   In particolare, non è piaciuta la descrizione del "manifestante violento" offerta da Saviano. "La creazione del 'militante immaginario' che ci hai regalato è degna dei migliori (o peggiori) testi di fantascienza - dicono i collettivi -. Quelli che descrivi come 'anarchici in tuta nera', 'quei cinquanta o cento imbecilli', 'piagnucoloni' siamo in realtà noi tutti, studenti, lavoratori, disoccupati; insomma, i 'dannati della terra' dei nostri giorni". Non bisogna semplificare, occorre indagare le cause profonde di questo movimento: in caso contrario, concludono, si fa "un'operazione scorretta, fuorviante e per certi versi molto pericolosa".

       

IPSE DIXIT

Il prezzo - «Quel che desidera, l'acquisisce al prezzo della psyche». – Eraclito

Predico acqua, ma gradirei del kirsch - «La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica, non può e non deve mettersi al posto dello Stato». – Bendetto XVI 

lunedì 13 dicembre 2010

1.700 le tonnellate di rifiuti ammassate nelle strade di Napoli

IN BREVE
a cura di rassegna.it 

Governo
Inchiesta su compravendita voti 
La procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale sulla vicenda della presunta compravendita di parlamentari. Lo riferiscono fonti di agenzia. L'iniziativa nasce ad un esposto fatto da Antonio Di Pietro. Al vaglio dei pubblici ministeri c'è già un altro fascicolo aperto, sulla base di notizie di stampa, riguardante la presunta compravendita di senatori. L'indagine è a carico di ignoti.


 

Rifiuti
Napoli, 1.700 tonnellate per strada 
Sono circa 1.700 le tonnellate di rifiuti ammassate nelle strade di Napoli. E' quanto si apprende da fonti di agenzia. A quanto riferiscono, la scorsa notte la raccolta ha portato a 1.550 tonnellate da destinare agli impianti e alla discarica di Chiaiano, ma la produzione di ieri si attestata intorno alle 1.450 tonnellate. Negli ultimi giorni c'è stato un recupero di 100 tonnellate di immondizia, la situazione resta grave sia nelle zone periferiche che nelle strade del centro.



Crisi
Ue all'Italia: non serve altra manovra 
Al momento l'Italia non ha bisogno di una manovra economica aggiuntiva "nè adesso nè nell'esercizio successivo", se crescita ed entrate andranno come previsto. Lo ha affermato il commissari Ue agli Affari economici, Olli Rehn. Nella mattinata si è svolta un'audizione congiunta davanti alle commissioni Esteri, Bilancio e Politiche Ue di Camera e Senato. Al termine, il responsabile europeo ha tenuto una conferenza stampa con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E' stata l'occasione per fare il punto sulla situazione del nostro paese, vista da Bruxelles.



Corte Costituzionale
Slitta decisione legittimo impedimento 
La Corte Costituzionale rinvia la decisione sul legittimo impedimento, inizialmente fissata per il 14 dicembre. Una scelta che arriva per "giudicare in un clima più tranquillo" vista la concomitanza con il voto di fiducia al governo in Parlamento. "Il clima è troppo surriscaldato, vogliamo evitare letture politicizzate della sentenza". Lo afferma il presidente della Consulta, Ugo De Siervo, in conferenza stampa. A quanto si apprende, la decisione potrebbe slittare all'11 o al 25 gennaio.



Iran
Smentita liberazione Sakineh
Non è stata liberata. Le immagini che la ritraggono a casa sua sono autentiche, ma sono semplicemente spezzoni di un programma televisivo dell'emittente iraniana Press-tv che sta ricostruendo il caso giudiziario. Lo riferisce il sito web della stessa emittente. La notizia della liberazione di Sakineh Mohmmadi-Ashtiani, di suo figlio e dell'avvocato, era stata data ieri dalla Ong tedesca che teneva i contatti con la prigioniera, ma secondo le ultime notizie era un falso. La è stata condannata per avere organizzato e portato a termine, assieme al suo amante, l'omicidio del marito, e ora rischia la lapidazione.



Oslo
Nobel a Liu Xiaobo con sedia vuota 
L'immagine del giorno è quella di una sedia tristemente vuota. Doveva esserci lui, il dissidente cinese Liu Xiaobo premio Nobel per la Pace 2010, ma alla cerimonia di oggi (10 dicembre) a Oslo l'invitato principale non ha potuto partecipare, detenuto nel suo paese dove sta scontando 11 anni di carcere con l'accusa di sovversione. Il diploma rilegato è stato posto sulla poltrona del vincitore. Quella sedia è "un simbolo forte, ma anche molto triste", commenta la leader democratica birmana Aung San Suu Kyi, Nobel nel 1991. "So cosa vuol dire non poter partire o temere per chi parte a nome tuo", aggiunge Lech Walesa, anche lui insignito dello stesso riconoscimento negli anni '80.