giovedì 25 novembre 2010

IN BREVE

IN BREVE
a cura di rassegna.it

Governo, Carfagna verso le dimissioni  Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna sta per abbandonare Governo e Pdl. Secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa, Carfagna starebbe valutando l'ipotesi all'indomani della votazione di fiducia al governo prevista per il 14 dicembre, a causa di insanabili contrasti con i vertici campani del partito e per "l'incapacità" dei coordinatori nazionali del Pdl di affrontare i problemi interni al partito in Campania. A quanto si apprende, alla base della scelta anche "gli attacchi volgari e maligni" di esponenti del partito come Giancarlo Lehner, Alessandra Mussolini e Mario Pepe.

Bossi, al voto anche se c'è fiducia  Berlusconi dovrebbe andare al voto comunque, vincere e tornare più forte di prima. Così Umberto Bossi che torna a parlare anche dell'ipotesi di governo tecnico: "Io e Berlusconi siamo contrari, se il presidente della Repubblica lo facesse provocherebbe una reazione del Paese troppo forte". Il leader della Lega ha anche dichiarato che starà con Berlusconi fino a quando non saranno fatte le riforme.


Camera: primo sì alla finanziaria   I voti a favore sono stati 303, i voti contrari 250, le astensioni 2. La legge di stabilità passa al Senato che dovrebbe approvarlo entro la prima decade di dicembre. A favore della manovra hanno votato il Pdl, la Lega e Fli. Si sono astenuti i deputati delle minoranze linguistiche, contrari Pd e Idv. Le misure del maxiemendamento ammontano in totale a 5,5 miliardi.

L'Italia dell'Istat: più vecchia, meno attiva I dati dell’Annuario statistico italiano: nel 2009 sono aumentati gli inattivi e i disoccupati. Per la prima volta dal 1994 si registra il calo dell'occupazione complessiva. Boom della cassa integrazione: si è quadruplicata nel giro di un anno. Siamo 60 milioni, ma la popolazione invecchia e aumenta con il contributo degli stranieri. Le donne meglio degli uomini all'università.


Biotestamento: il governo all'attacco dei Comuni  In una circolare i ministri Sacconi, Maroni e Fazio definiscono "illegittimi" i registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento e aggiungono: "possibili responsabilità dei promotori". L'esecutivo rivendica per sé la materia del "fine vita".


Tirrenia, via libera Commissione Ue a privatizzazione  Semaforo verde della Commissione europea alla privatizzazione di Tirrenia. Lo scorso 16 novembre la Commissione aveva ha dato il primo sì alla procedura intrapresa dal governo che, dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza, l'ha inserita nel quadro della legge Marzano bis. Confermato dai sindacati lo sciopero nazionale di 24 ore del 22 novembre contro la cassa integrazione per centinaia di lavoratori.

Sommerso: Inps, in 10 mesi 55mila lavoratori in nero  Nei primi dieci mesi dell'anno, per mezzo di oltre 72mila ispezioni, l'Inps ha scoperto quasi 55mila lavoratori in nero per un'evasione contributiva accertata di oltre 930mila euro. Con questa progressione, ha detto il presidente Antonio Mastropasqua, si stima che entro fine anno l'evasione contributiva accertata potrebbe assestarsi intorno al miliardo e 200 milioni.

Incidenti lavoro: muore schiacciato da pressa a Cassino   Un operaio di 52 anni, Bruno D'Alessandro, è morto nella notte tra il 18 e il 19 novembre nella Cartiera di Cassino (Frosinone). L'uomo, originario di Pignataro Interamna (Frosinone), è rimasto schiacciato da una pressa che si era inizialmente bloccata. A quanto si apprende, stava cercando di capire l'origine del guasto, quando il meccanismo si è rimesso in moto, e la pressa lo ha travolto e schiacciato       

Fiat: Fiom, sciopero entro gennaio

LAVORO E DIRITTI
a cura di rassegna.it 
I delegati riuniti a Roma. La richiesta insieme alla Cgil: tavolo a Palazzo Chigi sulla presenza in Italia del Lingotto. Sacconi: "Il governo lo convoca solo se lo chiedono tutti". Ma Angeletti frena: "Sarebbe un teatrino inutile, partiamo da Mirafiori".

Una giornata di sciopero nazionale alla Fiat (secondo le agenzie di stampa si farà entro gennaio), ma anche l'inizio di un negoziato vero con l'azienda sulla sua permanenza in Italia. Sono i contenuti principali usciti l'assemblea dei delegati Fiom del gruppo automobilistico che si è riunita stamani (18 novembre) a Roma. La sigla di categoria, d’intesa con la Cgil, rivendica un tavolo a Palazzo Chigi con le istituzioni, anche per evitare la contrapposizione dei territori e degli stabilimenti. Ipotesi rilanciata dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che però sembra subito tramontata. Il ministro del Lavoro Sacconi ha risposto dicendo che il tavolo sarà convocato soltanto se sarà richiesto tutte le parti, ma la Uil ha già fatto sapere che lo ritiene "un teatrino inutile" e che preferisce passare alla contrattazione stabilimento per stabilimento, partendo da Mirafiori.

    Nel documento approvato dall'assemblea (qui il testo integrale, pdf) si affronta la situazione della Fiat in ogni aspetto. I problemi, si legge, nascono dalla "totale assenza di un’azione e di un progetto del governo in materia di politica industriale". Quanto alle scelte del Lingotto ("disdetta degli accordi aziendali sull’orario e sull’organizzazione e sui diritti ed agibilità sindacali, uso strumentale della cassa in deroga fino alla costituzione di Newco che sancirebbero il superamento del contratto nazionale"), secondo la Fiom sono "rivolte a scaricare i costi della crisi sulle sole condizioni di vita e di lavoro" sugli operai.

    L’assemblea, prosegue il testo, "respinge la campagna, falsa e offensiva verso le lavoratrici e i lavoratori, messa in atto dalla Fiat". E poi analizza uno per uno tutti gli aspetti del lavoro: politiche industriali ("devono prevalere le ragioni industriali su quelle finanziarie"), orari (la richiesta è più investimenti in cambio di flessibilità), condizioni di lavoro ("no a scelte imposte sulla nuova metrica"), sostegno al reddito ("almeno mille euro a tutti i dipendenti come riconoscimento dei costi della crisi"). Quindi un passaggio sull’unità dei lavoratori definita bene prezioso: "Le divisioni prodotte dalla Fiat e dal governo - si legge - possono e devono essere superate se tutte le organizzazioni sindacali accettano il pluralismo, rimettendo ai lavoratori le scelte negoziali e il giudizio sugli accordi, tranne che nel caso della messa in discussione di diritti indisponibili dove il voto non può essere libero".

    Per la Fiom, dunque, "i lavoratori assumono la responsabilità tutta e sempre, nella crisi più che mai", e perciò "non servono clausole per imporla", "l’associazione e l’azione sindacale deve restare libera nella costituzione". Confermato infine il no alla Newco, che "cambierebbe le relazioni sociali e configurerebbe una lesione democratica nel paese che riguarderebbe tutti,, non solo le parti sociali, ma anche la rappresentanza politica del lavoro".


IPSE DIXIT
Grandi interessi particolari - «Il motivo per cui Nenni desiderava l’unità del Partito non era solo nell’identificazione con la “vecchia casa socialista”, ma anche nella convinzione che l’unità del socialismo democratico era necessaria per confrontarsi con le forze conservatrici, affrontare la riforma dello Stato, democratizzarlo e sottrarlo al dominio dei grandi interessi particolari». – Felipe Gonzales

A Palazzo Chigi - «Ho sentito in coscienza il dovere di salire le scale a Palazzo Chigi per dire una cosa, contro la cosidetta provincializzazione dei termovalorizzatori: non è il modo di uscire dall'emergenza e non è il modo di sottrarre la questione all'illegalità». – Pierluigi Bersani

In Padania - «Non dimentichiamoci che la regione più mafiosa d’Italia non è la Sicilia, ma la Lombardia». – Nichi Vendola

Collegamento - «Il senatore Marcello Dell'Utri... ha svolto... un'attività di "mediazione" quale canale di collegamento tra l'associazione mafiosa Cosa nostra, in persona del suo più influente esponente dell'epoca, Stefano Bontate, e Silvio Berlusconi, così apportando un consapevole rilevante contributo al rafforzamento del sodalizio criminoso al quale ha procurato una cospicua fonte di guadagno illecito rappresentata da una delle più affermate realtà imprenditoriali di quel periodo». – Corte d'Appello di Palermo

       

martedì 16 novembre 2010

VERITA' ESIGE COLLABORAZIONE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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STRAGI: LUMIA (PD), VERITA’ ESIGE COLLABORAZIONE DI TUTTI I VERTICI DELLE ISTITUZIONI DEL TEMPO
(Roma, 11 novembre 2010) – “Anche dall’audizione di oggi con l’ex ministro Conso emerge uno spaccato incredibile degli anni delle stragi di mafia 92/93: uno Stato non all’altezza della sfida con Cosa nostra. Sulla trattativa tra Stato e mafia bisogna indagare sino in fondo e tutti i vertici delle istituzioni devono aiutarci di più per capire meglio cosa sia veramente accaduto e individuare le responsabilità. Nel corso dell’audizione ho chiesto a Conso chi avesse dato le informazioni sulla nuova leadership di Provenzano e sulla nuova strategia di Cosa nostra dopo l’arresto di Riina. Non mi risulta che i giornali allora ne abbiano parlato. Si trattava di informazioni in possesso solo degli addetti ai lavori, magari solo di qui servitori infedeli che stavano trattando con Cosa nostra e Ciancimimo. Mi auguro che l’ex ministro faccia uno sforzo di memoria per mettere a fuoco bene quel momento delicato e ricordare chi gli passò le informazioni sulla dinamica in atto all’interno di Cosa nostra. È importante che l’ex ministro possa tornare sui suoi ricordi per mettere a fuoco meglio quella che personalmente considero una grave decisione: non firmare la proroga del 41 bis a 140 boss mafiosi. Una scelta che sicuramente è stata interpretata come un cedimento dello Stato verso Cosa nostra”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia a margine dell’audizione di Giovanni Conso in Commissione Antimafia.



IN BREVE
a cura di rassegna.it 

Governo
Berlusconi: non mi dimetto, finiani votino contro 
Berlusconi non si dimette, dovranno essere i finiani a sfiduciarlo. A quanto si apprende da fonti della maggioranza, è questa l’intenzione manifestata dal premier: "Se Gianfranco Fini vuole, mi dovrà sfiduciare in Aula, alla luce del sole e davanti agli italiani". Così avrebbe detto il presidente del Consiglio, dal vertice del G20 a Seul che finirà il 12 novembre. Viene respinta la richiesta di dimissioni arrivata da Futuro e libertà, che dovrà votare contro in Parlamento. Al rientro del Cavaliere dal summit, dunque, ci sarà l'ultimo atto della crisi che ha sfaldato la maggioranza.

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Pompei
Pd presenta mozione sfiducia per Bondi 
Il Pd presenta la mozione di sfiducia contro il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, dopo il crollo della Casa dei gladiatori a Pompei. Bondi "si è dimostrato inadeguato al ruolo conferitogli", si legge. "Il ministro -ha privilegiato la sua attività di coordinatore nazionale del partito del Popolo delle libertà, piuttosto che i difficili compiti di direzione strategica e amministrativa del patrimonio artistico nazionale".



Finanziaria
Napolitano: serve solidarietà, non tagliare tutto 
Giorgio Napolitano stigmatizza "il buio, la confusione, il vuoto di riflessione e confronto sulla questione cruciale delle scelte da compiere sulla allocazione delle risorse pubbliche". L'allarme del presidente della Repubblica è arrivato stamattina nel corso della cerimonia per i 60 anni di "medici con l'Africa - Cuamm"."La situazione finanziaria è complessa e difficile – ha detto il Capo dello Stato - esistono obblighi che ci vengono dall'Europa, ma non dobbiamo tagliare tutto".

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G20
Vertice a Seul, accordo lontano 
Ancora una volta i G20 non sembrano nelle condizioni di trovare un accordo sui punti chiave: la questione dei cambi e quella degli squilibri delle bilance commerciali. Si apre con questa consapevolezza diffusa il vertice dei grandi del mondo ospitato questa volta a Seul, capitale della Corea del Sud, che finisce il 12 novembre. La città è blindata in attesa della grande manifestazione prevista per il pomeriggio alla quale parteciperanno almeno 50mila persone.

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Incidenti lavoro
Fabbro muore travolto da pannello 
Un fabbro che stava sistemando alcuni pannelli ad una finestra di un locale nella zona industriale di Pistoia è stato travolto da uno di questi ed è morto. L'uomo, 65 anni, di Pistoia, è stato colpito alla testa. L'incidente è avvenuto questa mattina. Sulla vicenda sono ancora in corso i rilievi.

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Ue
Bce alza stime crescita zona euro 
La crescita dell'area euro prende un po' di slancio, mentre la disoccupazione tende a rallentare. Almeno questo sembra emergere dalle previsioni degli economisti delle istituzioni finanziarie contenute nel bollettino mensile della Bce che riporta i risultati dell'indagine su 61 previsori esterni all'Eurotower. La crescita 2010 è stata rialzata all'1,6% (da 1,1% di tre mesi fa), quella del prossimo anno all'1,5% (da 1,4%), quella 2012 all'1,7% (da 1,6%).

Camusso (CGIL): "Sarebbe positivo un cambio di governo"

IPSE DIXIT

Stranieri - «Augusto Vuattolo mi insegnò che l’emigrato è un lavoratore non uno straniero. In un paese che considera soltanto il profitto e la produttività, tutti i lavoratori sono stranieri.» – Ezio Canonica

Sacconi - "Cattolico strappato ai cattolici e conquistato ai socialisti da Gianni De Michelis. . .  Questa è la storia politica di Sacconi come ve la raccontano i socialisti veneziani. Be', visti i risultalti, se lo lasciava lì forse era meglio".  - Massimo Bordin       

Il mondo del lavoro e la situazione politica

Intervenendo alla trasmissione televisiva 'Che tempo che fa' il neo Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, tra i tanti temi, affronta il caso FIAT: “Governo apra 'un tavolo' e l'azienda incontri tutte le organizzazioni sindacali”, bisogna discutere davvero “cosa è questo piano industriale, vogliamo sapere cosa c'è dentro e che prospettive ci sono”

La crisi, i giovani, le scelte del Governo, le affermazioni di Marchionne sulla produzione in Italia, i rapporti con la FIOM e con CISL e UIL. Questi i temi affrontati il 7 novembre dal neo Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso ospite alla trasmissione televisiva di Fabio Fazio 'Che tempo che fa'  in onda su Rai tre.

    La certezza di un cambio politico in Italia “potrebbe essere una prospettiva positiva per il paese”, afferma Camusso nel rispondere ad una delle prime domande poste da Fazio in merito all'"incertezza politica” in cui si trova l'Italia in questo momento, ed aggiunge “è sempre un problema”, ma penso che la “certezza politica che abbiamo avuto negli anni alle nostre spalle sia stata un grande danno per il paese”, perchè, spiega la dirigente sindacale “è stata una certezza di politica di attenzione alle questioni private e di disattenzione al paese. Allora forse una certezza che dica 'si cambia' potrebbe essere una prospettiva positiva per il paese”. Ora, secondo il leader della CGIL “bisogna provare a ricostruire un'agenda che rimetta i problemi veri e le cose da fare come tema fondamentale di questo paese”.

    Non poteva mancare un riferimento alle affermazioni, che il 24 ottobre, sono state fatte da Sergio Marchionne, proprio in quello stesso studio, in merito alla produzione FIAT in Italia: “FIAT potrebbe fare di più se potesse tagliare l'Italia”. Affermazioni che hanno sollevato un grande risentimento da parte delle organizzazioni sindacali, ma anche dei lavoratori. Susanna Camusso nell'individuare il problema si chiede se “veramente la FIAT voglia discutere con i sindacati” perchè  non può essere che “ognuno di noi stacca un bigliettino e gli chiede se per qualche minuto ci può vedere e dirci delle cose”.

    E' ferma la volontà del neo Segretario Generale della CGIL “io riparto da qui: discutiamo davvero cosa è questo piano industriale, vogliamo sapere cosa c'è dentro e che prospettive ci sono, poi - prosegue Camusso - ci potranno essere anche l'organizzazione degli stabilimenti e i turni”. Il numero uno di Corso d'Italia chiede all'ad di FIAT se “sono i modelli che fanno della FIAT un'azienda che non riesce a stare sul mercato o sono le ricadute sul lavoro?”. Un ulteriore problema secondo Camusso è che c'è un sistema Paese che non fa nulla per attrarre investimenti e produzione industriale ed è pronta ad affermare che “su questo Marchionne ha assolutamente ragione”, ma perchè prosegue la dirigente sindacale “si scarica questo sulle pause dal lavoro di 10 minuti e sui lavoratori da 1.200 euro al mese?”. Dunque per sbloccare la vicenda FIAT, Susanna Camusso, propone che il governo avvii “un tavolo” e che l'azienda incontri tutte le organizzazioni sindacali.

    Tuttavia il leader della CGIL afferma che “questo è un Paese migliore di quello che spesso vediamo”, ma oggi “è un Paese a rischio” e ricorda che il nostro paese è reduce da due anni e mezzo di crisi, “i giovani non hanno futuro, le ineguaglianze sono sempre più pesanti, a cominciare da chi si trova sulle torri per chiedere diritti”. “Smettiamola di pensare al Ponte sullo Stretto - afferma indignata Camusso -, facciamo piuttosto asili nido”.

    Infine, nel parlare dei giovani e della loro drammatica situazione, Camusso ricorda il prossimo appuntamento della Confederazione, dedicato proprio alle giovani generazioni, ossia la manifestazione nazionale del 27 novembre a Roma: 'Il futuro è dei giovani e del lavoro'.

Guarda l'intervista (vai al video):
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0b2653b2-cba3-4e71-9976-2c0651ee174b-ctcf.html#p=0      



Da "Casablanca" riceviamo e volentieri pubblichiamo

Dietro alle sbarre

Settantamila detenuti: oltre un terzo di origine extra-comunitaria. Gran parte poveri. Molti con problemi mentali, un quarto tossicodipendenti. Qualcuno si suicida. Ma sul 41bis…

di Sebastiano Ardita

La conoscenza dell’universo penitenziario, con le sue contraddizioni ed i suoi limiti strutturali, potrebbe essere oggi una buona opportunità per misurare lo stato di attuazione delle politiche penali della nostra Nazione, e non solo di esse. Avvolto nel mistero di fitte mura che poco o niente hanno lasciato intravedere dal di dentro, nell’immaginario della gente lo strumento del carcere è stato ritenuto per anni l’unica possibile risposta ai tanti crimini che abbiamo visto raccontati dalle cronache; ma, al tempo stesso, anche un luogo di rimozione del male e di chi lo ha compiuto.

    La sua storia, i problemi di chi vi opera, persino le sue regole appaiono tutt’oggi sconosciute ai più. E dunque anche la sua funzione è tuttora prigioniera di un mito: quello della sicurezza che è garantita ai cittadini dal fatto che i cattivi stiano al sicuro, separati dai cittadini onesti, e messi nell’impossibilità di compiere ancora del male. La fotografia del carcere di oggi è ben diversa da questa rappresentazione convenzionale.

    Una quota di questi inoltre non sono esattamente dei criminali – anche se hanno violato  la legge penale – ed anzi avrebbero avuto anche l’intenzione di lavorare, se fosse stata loro concessa una qualche opportunità.

    Aggiungiamo poi che tra i detenuti il 20% soffre a vario grado di disturbi mentali e che un quarto è rappresentato da tossicodipendenti.

    Ma vi è un’altra importante questione. Il carcere come luogo di detenzione stabile, come posto in cui si entra e si paga per le proprie colpe è poco meno che un’utopia.

    Da uno studio che ho commissionato nel 2007 è emerso che il 30% delle persone arrestate e condotte nei penitenziari ritrovano la libertà dopo appena 3 giorni. E addirittura il 60 % vi rimane per meno di un mese. Rispetto a questi dunque la detenzione, per la sua brevità, non è in grado di offrire offre né sicurezza per i cittadini, né trattamento rieducativo ai reclusi.

    Unendo i due dati ne consegue che, insieme a criminali pericolosi, anche una massa di poveri e disadattati entra in carcere e vi transita per qualche giorno. Affolla le strutture e rischia di essere reclutato dalla criminalità organizzata. Tra questi sventurati alcuni, già sofferenti per gravi disagi, si tolgono la vita. Spesso nei primi giorni di detenzione.

    Cosa viene da pensare leggendo questi dati? Innanzitutto che il nostro sistema penale nel complesso non funziona. Ma è solo un eufemismo. Potremmo anche dire che è sull’orlo del collasso, perché determina il fallimento di una grande parte delle sue intraprese e dunque non offre un servizio utile. Per fare un paragone è come se nel sistema scolastico il 60% dei giovani abbandonassero la scuola. Se nel sistema sanitario il 60% dei ricoveri finissero col decesso del paziente.

    La seconda considerazione è che ciò che manca è una regia complessiva nel sistema penale, non solo politica ma anche giudiziaria, che parta dalla osservazione di quante e quali detenzioni esso produce, e per quanto tempo, ossia si ponga la questione dei concreti risultati che riesce a realizzare.

    La terza osservazione è che gli operatori penitenziari sono i soggetti più produttivi tra tutti gli operatori penali, se non altro perché, intervenendo nell’ultimo segmento, sono chiamati a uno sforzo sovraumano per correggere le storture generate dalle altre parti del sistema: impedire il suicidio dei disperati, accogliere poveri e malati di HIV offrendo loro un lavoro o un altro interesse per vivere, interpretare il linguaggio e le problematiche degli stranieri. Si perché sino a quando sarà vigente questa Costituzione, in carcere più che in ogni altro luogo sarà impossibile ogni discriminazione di “razza, sesso, lingua e religione”.

    Per non dire della necessità di applicare con rigore le regole nei confronti di quanto hanno cercato di affermare la loro prevaricazione anche dentro gli istituti di pena: mafiosi ed esponenti di altri poteri criminali.

    Solo conoscendo questo mondo è possibile comprendere il compito che l’istituzione penitenziaria è chiamata a svolgere, e concepire il carcere come laboratorio antirazzista, come estrema frontiera dello stato sociale, ad un tempo come luogo di offesa e di riparazione dei valori della nostra Costituzione. E dunque, inevitabilmente, come spazio apolitico, anti ideologico, da tenere al riparo dalle spaccature che si sono determinate nella Nazione.

    Un luogo dove la sofferenza predomina, e dove la dignità dell’uomo deve affermarsi prima ancora dei suoi bisogni individuali. Dove gli operatori condividono il disagio coi detenuti e pagano sulla loro pelle il loro impegno in un ambiente estremo. Dove la malattia, la sofferenza, e persino il suicidio finiscono per accomunare i carcerati e quelli che ingenerosamente da qualcuno vengono ancora ritenuti i carcerieri. Non occuparsi del carcere è sprecare una occasione per conoscere lo stato di salute della nostra democrazia. Una occasione perduta, non solo per la società, ma anche per tanti addetti ai lavori del sistema giustizia che questo mondo non lo conoscono per niente. E tutto ciò mentre tanti benpensanti ritengono che tutti i cattivi stiano bene e stabilmente lì: al sicuro dietro le sbarre.       

mercoledì 10 novembre 2010

Di fronte alla crisi un Paese spaccato a metà

IN BREVE
a cura di rassegna.it 


Milano: esplode fabbrica chimica, 6 feriti gravi

Fiamme alla Eureco di Paderno Dugnano. Dieci feriti, sei in codice rosso. Incendio domato e autostrada chiusa. Ma il bilancio potrebbe essere provvisorio. L'azienda si occupa di servizi ambientali e smaltimento di rifiuti industriali e speciali.



Muore un operaio a Foggia

È morto schiacciato da una gru che si è ribaltata in un cantiere alla periferia di Torremaggiore, in provincia di Foggia. La vittima è Salvatore Silvestri, di 58 anni, di Foggia, dipendente della ditta di impianti e cablaggio 'All'. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio in contrada Mezzana dei monaci.



Incidenti lavoro: Cassazione, ne risponde tutto il cda

Niente più 'scaricabarile' di responsabilità per la mancata predisposizione delle misure di sicurezza nelle fabbriche e nei posti di lavoro. A dirlo è la sentenza di oggi della Cassazione, in cui si afferma che, in caso di violazione delle norme sulla sicurezza, ne risponde l'intero consiglio di amministrazione, nessuno escluso.


Governo, nuovo botta e risposta Berlusconi-Fini 

"Se la maggioranza dovesse mancare a causa di chi si rende strumento nelle mani altrui, si dovrà tornare dagli elettori. Il governo tecnico sarebbe privo di legittimità, Fli deve chiarire se vuole staccare la spina". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi parlando alla direzione del Pdl. 'Da Berlusconi un discorso deludente, tardivo e senza prospettiva", questo il commento con Gianfranco Fini ha bocciato l'intervento del premier.



Camusso, la Cgil non avrà mai vocazione minoritaria

"Sostituirci alla politica, farci partito, sarebbe il nostro più grande errore. Noi difenderemo sempre la nostra autonomia". È uno dei passaggi della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione della festa per salutare il segretario uscente Guglielmo Epifani al teatro Quirino di Roma."Non siamo il signor no", ha poi chiarito la neo segretaria.. Sull'unità sindacale: "Bene irrinunciabile". Alla Fiom: "Non la lasceremo mai sola".



Marchionne, mai minacciato di lasciare l'Italia

L'amministratore delegato Fiat dopo l'incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani: "Ho solo detto che senza gli stabilimenti del nostro paese il conto economico sarebbe andato meglio". La Newco di Pomigliano "assumerà dal 2011". Il ministro: sette offerte per Termini Imerese.



Ambiente, la Ue "seppellisce" il nucleare

La Commissione europea vuole seppellire i rifiuti radioattivi in profondità e impedirne l'export, finora piuttosto diffuso, verso paesi extraeuropei. Finora le scorie sono state spesso smaltite in depositi di superficie, considerati troppo vulnerabili.



Di fronte alla crisi un Paese spaccato a metà

Secondo l'Istat il 48,4% degli italiani si dichiara "molto o abbastanza" soddisfatto della propria situazione economica, mentre il 49,3% lo è "poco o per niente". A sorpresa la situazione migliora rispetto al 2009, ma tra Nord e Sud c'è un abisso .