lunedì 9 settembre 2013

Consumi: si ferma il crollo, ma la ripresa resta lontana

LAVORO E DIRITTI

a cura di www.rassegna.it

 

 

Le rilevazioni di Confcommercio mostrano l'assenza di variazioni congiunturali negative negli ultimi tre mesi. Non succedeva dall'estate 2011. Ma questi dati, avverte l'associazione, "non sembrano preludere, nell'immediato, ad una fase di ripresa"

 Il crollo dei consumi sembra essersi arrestato, ma la ripresa resta ancora lontana. E' questo secondo Confcommercio il quadro che si delinea con gli ultimi dati sui consumi, che a luglio 2013 restano stabili rispetto a giugno, così come era stato nei due mesi precedenti, mentre a livello tendenziale il calo è ancora marcato (-2%).

    Ma l'assenza di variazioni congiunturali negative per tre mesi consecutivi è un fenomeno che non si rilevava dall'estate del 2011, sottolinea Confcommercio in un comunicato. E le informazioni ad oggi disponibili portano a ritenere che, all'inizio dell'estate “l'economia italiana abbia raggiunto il punto di minimo del ciclo economico. Nei primi sette mesi dell'anno in corso l'indicatore ha registrato una flessione del 3,7% a fronte del 3,2% registrato nell'analogo periodo dello scorso anno”.

    “Occorre, dunque, guardare a questa fase con molta attenzione – avverte l'associazione dei commercianti - perché la fine della riduzione dei consumi non delinea automaticamente un profilo di ripresa a breve termine”. I deboli segnali di miglioramento rilevati sul versante produttivo, indice della produzione industriale, ordinativi e grado di utilizzo degli impianti, rileva ancora Confcommercio, “non sembrano preludere, nell'immediato, ad una fase di ripresa dell'economia con effetti rilevanti sull'occupazione, sui redditi e di conseguenza della domanda per consumi”. In questo contesto “è più che mai necessario che la politica economica sia orientata a sostenere gli impulsi positivi che provengono dall'economia reale, al fine di promuovere, nel 2014, una crescita piu' sostenuta rispetto a quanto garantito dagli andamenti inerziali”.

    Analizzando i dati più nel dettaglio, la dinamica tendenziale dell'Icc di luglio, sottolinea Confcommercio, riflette una diminuzione dello 0,3% della domanda relativa ai servizi e del 2,9% della spesa per i beni. A luglio 2013 solo i beni e servizi per le comunicazioni hanno registrato una variazione positiva (+1,1%). Il dato più negativo continua ad essere quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra una contrazione del 4,1% su base annua.

    All'interno di questo aggregato non si è ancora arrestata la tendenza alla riduzione della domanda di mezzi di trasporto che ha registrato un progressivo e sensibile ridimensionamento dal 2010 (circa il 40% in meno a volume). Riduzioni dei consumi particolarmente significative continuano ad interessare gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-3,9%).

 

 

 

 

Marchionne il Tardivo

 

Fiat Mirafiori: per la Fiom investimento positivo, ma in ritardo

 Michele De Palma, coordinatore nazionale del gruppo per la tute blu Cgil: resta urgente che il Governo convochi azienda e sindacati per avviare un confronto sul futuro produttivo e occupazionale

    Torino, la fabbrica Fiat di Mirafiori (immagini di da internet)

    “L'incontro di oggi tra la direzione aziendale del gruppo Fiat e le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccsl sul futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, ha confermato, ancora una volta, l'esclusione della Fiom-Cgil dalle normali relazioni sindacali. Pur giudicando positivamente la decisione della Direzione aziendale di investire per la produzione di un modello a Mirafiori, rimane il fatto che tale scelta arriva con tre anni di ritardo, ritardo che i lavoratori hanno pagato con decine di migliaia di ore di Cassa integrazione". Ad affermarlo in una nota è Michele De Palma, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del gruppo Fiat.

    “Dalle dichiarazioni stampa delle organizzazioni sindacali firmatarie, anche se nel comunicato congiunto non se ne trova traccia, sullo stabilimento di Mirafiori si passa da due modelli, annunciati nel 2010 dall'azienda, ad un solo modello per la cui realizzazione ci sarebbe bisogno di ulteriore Cassa integrazione per lavoratrici e lavoratori, senza alcuna certezza sul futuro”, sottolinea De Palma.

    “Continuiamo a ritenere urgente che, su questo tema, il Governo convochi la Fiat e i sindacati per avviare un confronto sul futuro produttivo e occupazionale di Mirafiori e di tutto il gruppo Fiat”, conclude il sindacalista.

 

Parliamo di socialismo - SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

 di Giuseppe Tamburrano

 Più giornali leggo e meno ci capisco. Ad esempio si discute della retroattività della legge Severino. Ma Berlusconi è stato condannato per fatti che erano reati, commessi prima di quella legge: non c’è dunque un problema di retroattività. La legge Severino prevede la decadenza e l’incandidabilità per il condannato a più di due anni di reclusione, ma a parte la questione della non retroattività della norma sollevata da Violante, prima di quella legge restava parlamentare anche chi veniva condannato a 30, 40 anni di reclusione? Inoltre gli adempimenti necessari al processo di decadenza sono tali e tanti che scavalcheranno le prossime elezioni (V. il Corriere della Sera del 31 agosto 2013).

    Se qualcuno mi illumina avrà la mia gratitudine.

    Ma vengo al punto che mi interessa. Io credo che se Berlusconi dichiara di ritirarsi dalla vita politica – e ne ha diritto a quell’età – ottiene, se la chiede, la grazia da Napolitano. Poi si cerca una Hammamet, in qualunque località, in uno dei continenti che non estrada cittadini italiani – e si gode la vita con la sua Francesca. Scommetto che uscito dalla scena politica Berlusconi godrà dell’indulgenza giudiziaria. Comunque, lui se ne può disinteressare.

    Che cosa succede in Italia con l’eclisse di Berlusconi? Il suo partito si sgretola: una parte resterà berlusconiana dura e pura. Ci vedo alla testa quella specie di Marine Le Pen (non Marina Berlusconi) che è la Santanché. Un’altra parte s’intrupperà nel centro: un centro guidato da Enrico Letta con transfughi dal PDL e dal PD (dove vanno ad esempio Fioroni ed altri?) e i seguaci di Monti, Casini, Montezemolo, ecc. Il PD assorbe SEL e diventa, con grande sforzo, una specie di partito di sinistra.

    E Grillo? Si divide e si ridimensiona – l’inceneritore di Parma che ha vinto su Pizzarotti sarà un simbolo – e diventa un movimento extra sistema come ve ne sono in altri paesi europei.

    Se questa nuova articolazione di forze che richiama in buona parte la Prima Repubblica riuscisse a varare una legge elettorale a doppio turno alla francese, il sistema potrebbe funzionare.

    Lasciatemi sognare!   

 

La situazione politica - Difetto di manico

 Il voto sulla decadenza di Berlusconi sarà un voto politico, non una scelta giuridica tra diverse interpretazioni.

 di Felice Besostri

 Giusta o sbagliata che sia – e a mio avviso è sbagliata – questa è la scelta della nostra Costituzione, e discende direttamente dall’art. 66 Cost.: “Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”.

    Una scelta che in origine, molto tempo fa, aveva una forte motivazione di tutela dei parlamentari, per proteggerli dall’assolutismo regio e da una magistratura asservita al potere esecutivo; ma allora deputati e senatori erano individui, non espressione di partiti o di gruppi parlamentari. Non che fossero migliori, e basti ricordare qui ai tempi in cui alla Camera dei Comuni c’era un ufficio dal quale i rappresentanti del popolo elettore passavano per riscuotere il compenso per il loro voto conforme ai desideri del Governo di Sua maestà. Semplicemente non c’era, nell’usus di allora, una logica di partito.

    Tornando ai giorni nostri, questa logica si ravvisa invece, e massicciamente, tra i membri delle due Camere appartenenti al PdL, i quali hanno fatto un uso arbitrario dell’art. 66 più sopra riportato. All’avvio della XIV Legislatura, per esempio, la maggioranza guidata dal PdL non ha convalidato l’elezione di 14 deputati d’opposizione, in spregio al diritto. Senza contare che, sempre nel 2006, vi fu un uso illegale (da parte di tutte le forze politiche presenti in Parlamento) per lasciar fuori i radicali dal Senato.

    Non solo: il potere del Parlamento di decidere sui suoi membri è stato ulteriormente esteso, con accordo trasversale, alle operazioni elettorali preparatorie, comprese l’ammissione e persino l’esclusione di liste e candidati, complice la magistratura ordinaria e amministrativa. Ricordiamo poi che fu l’ultimo dei governi Berlusconi  nel 2010 a non dare attuazione ad un precisa delega del Parlamento dov’era stabilito di affidare alla giustizia amministrativa i ricorsi contro le operazioni elettorali preparatorie, decisa con l’art. 44 della L. 69/2009. Decisione grave, passata sotto silenzio anche da quei giuristi democratici adusi a vedere attentati alla Costituzione un giorno sì e uno no.

    Siamo un Paese che ha legalizzato un colpo di Stato, complici le leggi elettorali maggioritarie. Sì, perché una maggioranza artificiale come quella uscita dal porcellum consente a una minoranza politica, trasformata in maggioranza parlamentare, di modificare ancora la legge elettorale: e a questo punto nulla teoricamente impedisce la concessione di premi maggioritari collocati al 70%, anche oltre la soglia cioè che consentirebbe di cambiare la Costituzione senza dover neppure sottoporre le modifiche a un referendum confermativo.

    Forse pochi sanno o forse molti fanno finta di non sapere che una legge elettorale incostituzionale non è impugnabile prima delle elezioni. Dopo di esse saranno competenti ad esaminare i ricorsi le Camere elette con la legge eventualmente incostituzionale. Uno scandalo unico in Europa e nel più assoluto silenzio delle forze politiche tutte e dei costituzionalisti.

    Si parla spesso di contrasti tra magistratura e politica, ma si tace della loro alleanza contro i diritti degli elettori e delle elettrici, che rappresentano il popolo, unico detentore della sovranità secondo l’art. 1 della Costituzione. Questo meccanismo di protezione giudiziale del potere politico è stato rotto grazie alla Corte di Cassazione con l’ordinanza 12060 del 21 marzo-17 maggio 2013 indotta a prendere posizione dall’acribia di un pugno di cittadini elettori, tra cui lo scrivente in funzione di rappresentante legale pro bono di 27 cittadini elettori che dopo acer impugnato invato le elezioni del 2008 innanzi alla  giustizia amministrativa e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, hanno introdotto un'azione di accertamento del diritto a votare secondo Costitizione. Respinta con dubbie motivazioni dal Tribunale e dalla Corte d'Appello di Milano hanno fatto ricorso alla Corete di Cassazione. La Prima Sezione ha acolto l'ecezione di costituzionalità su cui deciderà la Consulta il 3 dicembre prossimo. L'agenda politica del paese è cambiata, ma nssuno lo riconoscerà per v b non confessare l'inerzia delle forze politiche e dei mezzi di comunicazione.

    Ora, dopo sette anni di fatiche da parte dei pochi oppositori reali e di guai per il Paese, abbiamo finalmente portato il porcellum all’attenzione della Consulta.

    Ma il difetto strutturale sta nel manico, e non è stato ancora superato.

    Per rimediare bisogna rompere alcuni tabù come il divieto di ricorso diretto alla Corte Costituzionale; e poi occorre, come in Germania, assegnare l’ultima parola alla Corte Costituzionale sulle decisioni del Parlamento in termini di convalida degli eletti.

    Nei tempi ristretti a disposizione di Berlusconi si applicano le norme vigenti e quindi il voto in Giunta delle Elezioni e in Senato sarà una decisione politica, nel bene e nel male. I suoi supporter stanno blaterando di ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo ignorando che i rappresentanti del Governo italiano presso la Corte, nominati dal Governo Berlusconi, hanno sostenuto la tesi dell’inammissibilità dei ricorsi 11583/08 e altri 16, tra cui il 35953/08, presentato dagli stessi cittadini che avevano impugnato le elezioni del 2008: La convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo tutela i diritti civili e non quelli politici. Forse la Nemesi esiste.

 

 

 

IPSE DIXIT

 Esiste il risentimento - «Esiste il risentimento, che è memoria infetta.» – Edgar Morin

 Fare politica - «La politica non si fa con i sentimenti... figuriamoci con i risentimenti!.» – Pietro Nenni

 

lunedì 8 luglio 2013

Parliamo di socialismo - I limiti morali del mercato

L’ultimo libro – Quello che i soldi non possono comprare — del filosofo Michael Sandel merita la massima attenzione. In esso sono illustrate , con dovizia di esempi particolarmente significativi , le perversioni morali del modello di società difesa dai “fondamentalisti del mercato” e che ha trovato negli Stati Uniti la sua piena materializzazione.

 di Luciano Pellicani

 Sandel non si schiera con coloro che – come Serge Latouche o Zygmunt Baumann – raffigurano il capitalismo come un sistema diabolico, responsabile della degradazione della umanità. Egli parte dalla distinzione fra “economia di mercato” e “società di mercato”. E precisa: un’economia di mercato è uno strumento prezioso ed efficace per organizzare l’attività produttiva, ma esso assume forme moralmente inaccettabili quando i valori mercantili penetrano in ogni aspetto dell’attività umana e la società si trasforma in un luogo in cui tutte le relazioni sociali sono regolate dalla logica catallattica.

    Si verifica, così, il fenomeno che Sandel chiama “imperialismo del mercato”, di cui Gary Becker oggi è il teorico più consequenziale. Lo è a tal punto che non ha avuto esitazione alcuna a proclamare il principio metodologico secondo il quale “quello economico è un approccio onnicomprensivo applicabile a tutti i comportamenti umani”.

    Ma – si chiede giustamente Sandel – l’intera condotta umana può essere compresa attraverso l’immagine di un mercato ? Può , detto in altro modo, essere la categoria dell’utile la chiave per leggere la storia dell’umanità ? Come è pensabile che – per fare solo un esempio particolarmente significativo – che le azioni terroristiche degli attivisti di Al Qaida – pronti a sacrificare la loro vita per testimoniare la loro fede e per manifestare il loro odio per il Grande Satana – siano decifrabili con le categorie della scienza economica?

    Ma le obbiezioni di Sandel all’imperialismo economico non sono solo metodologiche. Sono – anche e soprattutto – di indole morale. Non tutto – non si stanca di ripetere – può essere oggetto di compra– vendita .Ci sono beni – l’amore, l’amicizia, ecc. – che non possono essere trattati come se fossero merci di scambio. Sono beni morali che non hanno prezzo. Per contro, nella società americana accade proprio questo: che i valori morali sono degradati a valori economici fissati dall’impersonale e amorale legge della domanda e dell’offerta.

    I “fondamentalisti del mercato ” dimenticano , con sconcertante insensibilità morale, che una società è tale solo se in essa sia vigente un principio di solidarietà; e che tale principio è del tutto estraneo alla logica catallattica. Per questo i socialisti hanno sempre rifiutato il liberismo. E per la stessa ragione hanno istituzionalizzato il Welfare State. Il quale ha assunto su di sé l’obbligo etico di garantire che certi beni – la salute, l’istruzione, ecc. – siano universalmente fruibili. Una rivoluzione – quella welferista – grazie alla quale è stata creata la più umana forma di capitalismo finora conosciuta. E ciò è accaduto proprio in quanto i socialisti hanno sempre avuto una chiara percezione dei limiti morali del mercato.

    Per dirla con l’efficace formula riassuntiva di Giorgio Ruffolo, i socialisti hanno detto sì alla “economia di mercato ” e, contemporaneamente, no alla “società di mercato”.

 

La situazione politica

Dopodiché, buone vacanze a tutti 

Per gli italiani le ormai prossime vacanze, sia che le possano fare o che siano costretti a rimanersene a casa, si preannunciano all’insegna dell’incertezza politica. Dopo l'estate la revisione della legge Fornero.

di Paolo Bagnoli

Negli ultimi giorni, mentre il presidente Letta si affanna a ripetere di essere riuscito, in qualche modo, a rimettere in moto l’Italia europea, il quadro politico non sembra interessarsi del governo se non per fini strumentali. Il clima di tregua che doveva instaurarsi è ben lontano dall’essersi appena affacciato alle finestre del Paese e le decisioni assunte sembrano servire più alla propaganda di questo o di quello che non al governo della drammatica situazione in cui ci troviamo.

    Si sente ancora una volta parlare della riforma delle pensioni… Ma è possibile risolvere la questione del lavoro tramite quella delle pensioni? Fatto si è che ogni e qualsiasi governo, appena arriva, vuol subito mettere le mani in un settore così delicato e così ampiamente devastato a carico dei più deboli. Allora bisogna drizzare veramente le orecchie perché così di solito si arretra rispetto all’esistente. Dopo quant’è stato disastrato dalla signora Fornero chiunque può ora immaginare cosa verrà! Se poi, accanto a ciò, viene pure avanzata l’idea di rivedere le prestazioni sanitarie, be’, è chiaro ciò che ancora può succedere.

    Ma perché, se si devono fare dei tagli, non si mettono in colonna i centri di spesa globalmente considerati del Paese e non si vede, nel concreto dove sono le anomalie vere? Non solo nessuno lo ha mai fatto, ma nemmeno ne ha parlato. La nostra sensazione è che nessuno saprebbe da dove cominciare. Nel frattempo la conclamata riforma istituzionale è ideata e formalizzata attraverso una procedura anomala e, a parere nostro, pure anticostituzionale. Non sappiamo a quale gradazione bruci. Ma essendo facilmente intuibile che nel comparto rientra pure la legge elettorale, è molto probabile che alla fine, seppure questo governo esisterà ancora ai momenti opportuni, non se ne faccia nulla di nulla, legge elettorale compresa. Ci sarebbe da augurarselo, per quanto concerne la Carta, ma non per la legge elettorale.

    Berlusconi sta in tutto ciò come una lucertola al sole. Certo, non ha pochi problemi, ma fino a che c’è lo scudo, sottoposto a ricatto, del governo e fintanto che le cose fatte – lasciamo stare se bene o male – sono opera della sua iniziativa, la partita lui se la gioca bene. E, infatti, rimette in piedi Forza Italia. Ha bisogno, ora più che mai, di uno strumento tutto, ma proprio tutto suo. Adesso gli serve un’azienda che si occupi, senza creargli fastidi, dei suoi problemi personali. In ciò è favorito dal fallimento della montiana soluzione centrista. E Monti, come le armate austriache, “ridiscende” in disordine e senza speranza le valli lungo le quali con tanto orgogliosa sicurezza era “salito” in politica.

    Il Partito democratico, poi, non sa cosa fare. Non sa chi comanda. Non sa come rapportarsi a Renzi il quale ha avuto l’ardire di dire “voglio il governo” – così almeno ci sembra di aver letto sui giornali. Giorno dopo giorno il PD disquisisce sul congresso e le sue modalità, con l’incrementarsi dei possibili candidati a segretario, in un “tutti contro tutti” nel quale c’è chi vuole che il segretario sia anche il candidato a primo ministro e chi no. Piccolo particolare, ma non trascurabile: tutti i sondaggi ci dicono per ora che se si dovesse rivotare il vincitore è sempre lui. Ma viva le primarie, il bipolarismo. E compagnia cantando.

    Napolitano non si stanca di ripetere che se cadesse il governo non si andrebbe alle elezioni. È probabile che abbia in mente una qualche proposta delle sue. Vedremo.

    Infine, c’è Letta, il bravo Letta, che tira la carretta, ma la direzione “ricompositiva” del sistema sembra persa.

    Ora che anche il senatore a vita Emilio Colombo ci ha lasciato e il presidente ha ampi numeri per fare nuovi senatori a vita, vorremmo umilmente, con tutto il rispetto e la stima che egli merita, sperare che il Capo dello Stato non si faccia tentare. Non ci sembra che abbia la mano felice in questa materia.

    Dopodiché, buone vacanze a tutti. Augurio se non d’obbligo, di buone maniere, e comunque sentito.

 

 

IPSE DIXIT

 Fraternità 1 - «Tutti noi abbiamo un'origine comune, siamo tutti figli dell'evoluzione dell'universo, dell'evoluzione delle stelle, e quindi siamo davvero tutti fratelli.» – Margherita Hack

 Fraternità 2 - «Dalle contraddizioni e dai paradossi della nostra epoca emerge prepotentemente una richiesta: riattivare il valore della fraternità.» – Maria Rosaria Manieri

 Fraternità 3 - «Senza dimenticare la sorellanza.» – Pia Locatelli